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ISTITUTO GOLGI
Ingresso dell'Istituto Golgi Ingresso dell'Istituto Golgi
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Attualmente importante centro geriatrico, l’Istituto Golgi, così chiamato in memoria del Premio Nobel Camillo Golgi, è conosciuto anche come la “Pia Casa degli Incurabili”, e conserva al suo interno testimonianze pittoriche e architettoniche fra le più interessanti della città.

L’Istituto Golgi è un complesso di edifici risalenti a diversi periodi storici. Il nucleo originario della struttura risale al XII secolo come testimoniato da un documento del 1218 e fu presumibilmente fondato dai monaci cistercensi dell’Abbazia di Moribondo. Nel 1785 fu il famoso architetto Leopold Pollack, suoi anche i progetti di Villa Reale a Milano, a disegnarne l’ampliamento voluto da Giuseppe II Imperatore d’Austria. Scopo dei lavori era quello di adattare la struttura a casa di ricovero per inabili. Da allora il complesso divenne noto come la Pia Casa degli Incurabili e fu importante centro di cura per tutto il territorio. Interventi di ristrutturazione e di ampliamento avvennero anche nel XIX secolo. le più importanti furono operate da Lorenzo Carmagnola nel 1854 e, nel 1873, da Giuseppe Balzaretti, noto architetto famoso per la sistemazione dei Giardini Pubblici di Milano. Proprio in quegli anni Camillo Golgi divenne medico chirurgo dalla Pia Casa e, lavorando in un piccolo laboratorio improvvisato nella cucina dell’appartamento che gli era stato assegnato, sviluppò la tecnica della colorazione dei tessuti nervosi, successivamente denominata “reazione nera”. L’importanza degli studi di Camillo Golgi fu poi riconosciuta nel 1906 con l’assegnazione del Premo Nobel per la medicina. La Pia Casa divenne allora “Istituto Golgi” e conserva anche ai giorni nostri il suo primario ruolo di centro di cura e di sperimentazione medica.
L’attuale struttura del complesso di edifici che attualmente costituisce l’Istituto Golgi è il risultato di una serie di ampliamenti e adattamenti che nel corso dei secoli ne modificarono architettura e destinazione d’uso. Di grande interesse sono i tratti architettonici della chiesa e del convento femminile di Santa Chiara, che nel ‘400 aveva sostituito l’originario Monastero di San Martino. In particolare si possono ammirare il colonnato in serizzo e parte della volta a crociera della Chiesa, ubicati al primo piano sul lato est dell’edificio. All’interno della Chiesa si trovano inoltre una tela di Camillo Procaccini e un interessante frammento rappresentante una Madonna col Bambino. Tale opera era originariamente parte della Cappella dell’Annunciata, fatta decorare da Galeazzo Maria Visconti nel 1470 e rappresenta una delle tracce storicamente più importanti della città.



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