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VILLA CITTERIO SALA COCINI
Villa Citterio Sala Cocini rappresenta un raro esempio di un complesso architettonico concepito e realizzato in maniera organica ed efficiente, di grande impatto scenografico, armonico nella concezioni degli spazi e arricchito da elementi decorativi di gusto barocco
Villa Citterio Sala Cocini venne realizzata nella prima metà del XVIII secolo dal Marchese Pietro Francesco Citterio, il quale operò una ristrutturazione complessiva di gusto barocco dell’edificio precedentemente esistente. La Villa, per la grandiosità che in alcuni tratti la contraddistingue, fu definita il “magnifico palazzo” e poteva vantare sul retro "molto dispendiosi giardini ornati di parecchie statue" come scritto da Ferrante Citterio, discendente del Marchese. Attualmente la villa è residenza delle Suore di Maria Ausiliatrice che hanno adibito ad oratorio per ragazzi parte della struttura. I giardini originariamente curati all’italiana e arricchiti da serre di agrumi, pergole e statue, sono stati trasformati in campi da gioco.
L’edificio con pianta a U è strutturato su tre piani e presenta un’interessante facciata, caratterizzata dalle ali laterali a pianta trapezoidale, che sporgono affacciandosi sulla strada e cingendo il cortile di ingresso antistante al corpo padronale. Il cancello di ingresso è sorretto da pilastri bugnati mentre il muro di cinta e i corpi laterali sono arricchiti da motivi architettonici decorativi come lesene e cornici in rilievo alle finestre. Superato il cancello si entra nell’ampio cortile di ingresso dove si può ammirare la facciata del corpo padronale in cui spicca il portico centrale con quattro colonne con una alta base e capitelli ionici architravati. Sorretto dal portico si nota il terrazzo, dal quale si domina l’intero cortile di ingresso.



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