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EL BARCHETT DE BOFFALORA
“El Barchett” rappresenta una delle più caratteristiche istituzioni del Milanese, indelebile tratto della memoria storico culturale degli abitanti di queste terre.
In funzione dalla seconda metà del XVIII secolo el Barchett de Boffalora era un comodo mezzo di trasporto sull’asse Milano – Abbiategrasso – Magenta. Fu gestito fin dal 1777 da Giuseppe Castiglioni e soci, barcaioli di Boffalora, che organizzarono un servizio talmente efficiente da essere utilizzato fino al 1913, anno in cui la politica di modernizzazione giolittiana ne determinarono la fine.
Il Barchett funzionava in tutte le stagioni, controllato dal lavoro di tre persone, due a bordo e uno a terra il cui lavoro era quello di incitare e controllare i cavalli che dalla sponda trascinavano il barcone. Una figura quasi fiabesca era rappresentata poi dal “Torototela” un cantastorie che, suonando un buffo strumento costituito da uno spago teso e una zucca vuota che fungeva da cassa di risonanza, raccoglieva i soldi del biglietto fra i passeggeri.
Icona della Milano che fu il Barchett fu ricordato anche nella letteratura e nel teatro. Importante a questo proposito è la descrizione fatta da Paolo Valera nel suo libro “Gli scamiciati” del 1879, mentre grande eco ebbe la commedia in quattro atti intitolata proprio “El Barchett de Boffalora” e scritta da Cletto Arrighi, poeta milanese della corrente della Scapigliatura. La fama dell’opera fu determinata anche dal fatto che essa divenne cavallo di battaglia del Farravilla, grande interprete del teatro milanese e attore di enorme popolarità.



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