DOVE DORMIRE

Hotel

DOVE MANGIARE

Ristoranti

LA STORIA DI MESERO
La parrochiale vecchia La parrochiale vecchia
google_ad_format = "234x60_as";
Il territorio comunale di Mesero fu interessato nell'antichità dalla presenza romana, come documenta un'ara romana con dedica a Mercurio del I secolo d.C., diventata poi stemma comunale, ritrovata nel 1921 presso la cascina S. Eusenzio.
Secondo alcuni storici, il toponimo Mesero potrebbe risalire a "Mesiates", un pago degli Insubri, insediato nell'alto Ticino; oppure da "Mensolus" cioè "posto in ubertosa campagna".
Nel luogo di ritrovamento nell'ara, dove ora sorge la cascina esisteva nel XIII secolo una chiesa dedicata a Santa Margherita e a Sant' Innocenzo. Infatti la prima citazione del nome Mesero riguarda proprio questa chiesa e una seconda intitolata a Santa Maria. Già dalla fine del XIV secolo, Mesero appare nominato diverse volte, tra cui nel 1399, quando Gian Galeazzo Visconti, il duca di Milano, concesse ai monaci della Certosa di Garegnano tutte le terre nel paese possedute dai suoi feudatari. I certosini furono il motore dello sviluppo del paese e nel 1517 gli abitanti rinunciarono al diritto di eleggere il parroco per incorporare la parrocchia nel monastero della Certosa.
Oltri ai Certosini, che possedevano due terzi del territorio meserese, le famiglie possidenti erano i Clerici e i Crivelli. Proprio questi ultimi nel 1484 fondarono la "Schola Pauperum Christi", che fondò una cappellania, che aveva tra i suoi obblighi quello di fare scuola ai figli dei poveri.
Sotto il dominio austriaco, nel 1783, l'imperatore Giuseppe II, l'ordine certosino venne sopresso e i loro beni passarono alla famiglia dei Landriani, che poi si divise nei rami dei Borsani, Cajrati, Prato e Aceti.
La povertà e l'assente presenza di industrie provocò nei primi decenni del XX secolo una forte emigrazione verso l'America.

L'ara romana della cascina Sant'Eusenzio



Torna indietro