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CASA SIRONI MARELLI
Casa Sironi Marelli Casa Sironi Marelli
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Nota per il grandioso giardino, probabilmente opera di Giuseppe Balzaretto, Casa Sironi Marelli si affaccia sul Naviglio in prossimità del Ponte degli Scalini, proprio di fronte alla maestosa villa Archinto.
Il complesso della attuale Casa Sironi Marelli fu realizzato per volere di Giacomo Bordini, facoltoso amministratore della nobile famiglia Litta di Milano, che nel 1846 acquistò la casa e le proprietà terriere appartenute ai Crivelli prima e ai Confalonieri poi. I lavori furono inizialmente concentrati sul giardino: gruppi di alberi rari, alture artificiali e un affascinante laghetto di confluenza di alcune rogge artificiali caratterizzavano lo spazio verde della proprietà. Il progetto è attribuito, per l'originalità degli effettivi visivi che ancora oggi regala, al Balzaretto, autore dei giardini pubblici di Milano. Successivamente furono realizzate le scuderie, in stile moresco. Ma l'ambizione del Bordini fu decisamente superiore alle sue possibilità economiche: il palazzo che avrebbe dovuto essere la sua residenza e che intendeva superare per bellezza e magnificenza tutte le ville prospicienti, non fu mai realizzato per mancanza di fondi. Si dovette quindi optare per una semplice ristrutturazione dei complessi architettonici esistenti, in particolare della settecentesca casa Crivelli e di alcune costruzioni ad essa adiacenti. Al giorno d'oggi la Casa Sironi Marelli è stata adibita ad uso residenziale e ne sono stati ricavati alcuni appartamenti attualmente abitati.

Casa Sironi Marelli appare come un complesso architettonico compatto, con un corpo centrale articolato in due piani e due ali laterali più basse. La facciata lungo l'alzaia del Naviglio si presenta senza particolari elementi decorativi, ad eccezione dello stemma di famiglia, disegnato sopra la piccola porta che costituisce l'attuale ingresso dell'abitazione. Ma la parte più interessante del complesso è rappresentato dal giardino, con alberi secolari e pittoreschi effetti scenografici, e dalle scuderie in stile moresco, con abbeveratoi in calcare bianco e greppie in ferro battuto. Appese alle pareti si possono apprezzare alcune teste di cavallo abilmente intagliate nel legno, mentre camminando per il giardino si possono vedere alcune interessanti statue tra cui il cenotafio della stessa madre del Bordini opera dello scultore Vela.

La bellezza del giardino, pur sbiadita negli anni a causa della trascuratezza e della dispersione di gran parte delle statue e degli ornamenti originari è attualmente tutelata da vincolo ai sensi della legge n. 1089/89 quella denominata " La Montagnola".



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