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Cascinazza
Il borgo di Cascinazza si sviluppò presumibilmente attorno all’ XI secolo lungo la strada anticamente detta “dei mercanti” poiché, congiungendo Pavia al Lago Maggiore, attraversava tutti gli agglomerati che si erano sviluppati sulla sponda orientale del Ticino, ed era pertanto percorsa prevalentemente da mercanti che trasportavano le loro merci nell’una e nell’altra direzione. Durante tutto il periodo medioevale furono i monaci del vicino convento di Casterno rendere produttive le terre circostanti coltivando frumento, segale, ceci, fave e la veccia con la cui farina si otteneva il pane per la mensa dei poveri. Il mais fu introdotto solo successivamente al 1630 e divenne presto l’ingrediente base dell’alimentazione dei contadini. Le poche notizie storiche sul borgo di Cascinazza provengono dalle visite pastorali: Padre Leonetto Clavionio, visitatore apostolico di San Carlo Borromeo, fu il primo nel 1567 a parlare della Chiesa di San Bernardo, mentre altri scritti parlano della visita pastorale che lo stesso San Carlo fece nel 1570 presso l’oratorio di San Bernardo. Nel 1605 il Cardinale Federico Borromeo autorizzò la ristrutturazione dell’oratorio, che fu benedetto solamente nel 1641 a seguito del completamento dei lavori. Durante questo trentennio furono gli sforzi della piccola comunità di Cascinazza e del nobile Baldassarre Cesati che resero una ricostruzione altrimenti impossibile per mancanza di fondi e di forza lavoro.
Nei secoli successivi lo sviluppo del borgo fu assai limitato, come testimoniato dalle mappe catastali. Anche oggi Cascinazza ha mantenuto quelle caratteristiche di piccolo centro isolato e autosufficiente che nei secoli ne hanno caratterizzato la storia
In una visita a Cascinazza da non perdere è l'affresco del XV secolo rappresentante la Beata Vergine con Gesù Bambino, nella Chiesa di San Bernardo. L’affresco, restaurato nel 1725 grazie ai fondi messi a disposizione dall’abate G. Battista Cesati, è ornato da un motivo decorativo risalente al XVIII secolo e rappresenta ai lati le figure dei Santi Paolo e Bernardo. La sua importanza oltre che storica è anche religiosa: il culto della Beata Vergine è infatti particolarmente diffuso fra gli abitanti di queste terre.



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