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VILLA ARCHINTO
Villa Archinto Villa Archinto - fronte sul Naviglio
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Nota come “Il Castello” per le due torri che ne caratterizzano l’unica ala rimasta, Villa Archinto è, nella sua concezione originaria, uno degli edifici più importanti ed ambiziosi di tutti i Navigli. La sua incompletezza non limita comunque il fascino che questa imponente costruzione è in grado di suscitare nel visitatore. Tappa fondamentale di ogni escursione turistica della zona, Villa Archinto, il Ponte degli Scalini e la prospiciente Casa Simoni Marelli disegnano un paesaggio rinascimentale di rara bellezza.
Villa Archinto fu progettata dall’Architetto Federico Pietrasanta, noto come l’autore della Chiesa dei Crociferi a Milano, su incarico del Conte Filippo Archinto.
Il progetto originario prevedeva la realizzazione di un complesso con pianta a forma di “H” uncinata caratterizzata da un salone centrale di tre piani attorno al quale erano geometricamente disposte quattro corti. La struttura architettonica dell’opera era dunque del tutto simile alle Ville Francesi della seconda metà del XVII secolo. Il progetto però non fu mail ultimato. Dopo la realizzazione delle due ali con le torri infatti si decise, probabilmente per mancanza dei fondi necessari, di interrompere i lavori e di demolire uno dei due blocchi appena costruiti per recuperare il materiale da riutilizzare nel Palazzo degli Archinto a Milano.
Nei secoli successivi Villa Archinto fu utilizzata per diversi scopi: abitazione, stalla, fienile, caseificio. Nel 2003 sono iniziati lavori di restauro che si sono completati nel 2004 e che hanno portato ad una nuova valorizzazione estetica della Villa.

Il progetto originario di Villa Archinto fu chiaramente influenzato dell’architettura francese di metà ‘600. Infatti non solo la struttura dell’edificio, ma anche altre caratteristiche estetiche quali la partizione della fronte verso il Naviglio con una serie di lesene sovrapposte in tre ordini, le proporzioni allungate e la copertura piramidale affiancata da due torricini richiamano particolari tipici delle ville d’oltralpe. La magnificenza della Villa, o di come avrebbe dovuto essere, può essere ammirata tramite alcune splendide stampe pubblicate nel 1726 dell’incisore Marc'Antonio Dal Re. Attualmente il complesso è costituito da quattro grandi palazzi di due piani con sei grandi sale, dalle due torri, da una scala esterna e da due piccole scale a chiocciola.

La tradizione narra che Villa Archinto fu effettivamente portata a termine secondo il progetto originario, per poter degnamente ospitare un’importante celebrazione, al termine della quale la villa fu distrutta e il materiale recuperato. In realtà il compimento dell’opera avrebbe portato alla demolizione di una cascina e di un portale di epoche precedenti, ancor oggi in buono stato, a riprova del fatto che Villa Archinto non fu mai completata.
Un’interessante “fotografia” dei lavori in corso di Villa Archinto è rappresentata da un dipinto del salone di Villa Bassana nel quale compaiono sia l’ala ancor oggi esistente, sia l’ala ad essa simmetrica che appare molto più arretrata nei lavori di realizzazione.



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