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VILLA GROMO
Villa Gromo Villa Gromo - imbarcadero
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Splendida espressione del Barocco Lombardo Villa Gromo di Ternengo è uno dei luoghi più affascinanti dei Navigli lombardi, e viene spesso utilizzata per ricevimenti e matrimoni in grande stile oltre che come grandiosa cornice per servizi fotografici.
L’edificazione dei luoghi ove sorge la villa risalgono all’impero romano, del quale restano evidenti tracce in alcuni mattoni del muro di cinta e nell’assetto della proprietà che segue la partizione in centurie. Nel VII secolo divenne feudo dei Nobili Pietrasanta che fecero costruire due torrioni di difesa, uno dei quali è ancora visibile nell’ala sud della villa.
Nel 1340 Giovannolo Casati trasformò il “castello di Robecco” (così veniva denominata la precedente costruzione) in una villa, cuore di una vasta proprietà rurale che poteva avvalersi di un accesso diretto al Naviglio, navigabile in questo tratto fin dal 1270. Nel 1679 Danese Casati allora Reggente di Milano e il nipote Conte Ferdinando Casati operarono diversi interventi strutturali dando alla Villa l’aspetto che oggi conosciamo. Nei secoli la villa, da sempre legata alla famiglia Casati, cambiò diverse volte nome assumendo quello del marito della discendente di famiglia. Lo stesso nome di "Gromo di Ternengo" deriva da Emanuele Gromo Richelmy Conte di Ternengo che nel 1884, sposò Antonietta Negrotto Cambiaso, discendente dei Casati.
La villa è costituita da un ingresso a esedra, dal cortile, dalla casa e del giardino e si presenta attualmente in ottimo stato di conservazione. Di particolare interesse è la torre settecentesca che costituisce l’imbarcadero coperto della villa, all’interno della quale si può notare una graziosa esedra con le statue della Fortuna e dell’Abbondanza, anticamente buon auspicio per i trasportatori fluviali, oggi per le coppiette di sposi. La torre dell’imbarcadero veniva all’epoca denominata “la serenella” per via di una statua che era collocata su di essa. Attualmente la statua è conservata all’interno del giardino della Villa.
La sala di ingresso è adornata da affreschi secenteschi raffiguranti ninfe e fauni, mentre la raffinata “sala della musica” contiene un grande pianoforte a coda dell’ ’800.
Al centro della grande esedra è il cancello che porta ancora l'insegna con la grande "N" sull’insegna del cancello è il simbolo della famiglia Negrotto, alla quale apparteneva Antonietta, moglie del Conte di Ternengo.



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